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Continua il momento d’oro dei vini naturali. Sono sempre di più, infatti, gli eventi dedicati ai produttori che rinunciano alla chimica e a qualsiasi intervento invasivo in vigna e in cantina. Il 22 e 23 aprile a Roma è stata la volta dei VAN, Vignaioli Artigiani Naturali, che all’interno della Città dell’Altra Economia di Testaccio hanno proposto le loro etichette. Diciassette le aziende presenti in rappresentanza di 11 regioni diverse. Un piccolo assaggio di un mondo in costante crescita, come dimostrano i recenti successi di manifestazioni quali Villa Favorita (VinNatur), Cerea (ViniVeri) e ViViT (Vinitaly).

Interessanti i vini dell’azienda calabrese Tenuta del Conte di Cirò Marina. A presentarli, la giovane Mariangela Parrilla, figlia del fondatore Francesco Parrilla. E’ lei che negli ultimi anni ha preso in mano le redini dell’azienda cercando di dare lustro ai vitigni autoctoni del territorio: il Greco Bianco e il Gaglioppo. Quindici gli ettari vitati certificati biologici e poche ma chiare le regole in cantina: fermentazioni spontanee, niente solforosa aggiunta e controllo delle temperature solamente sul rosato. L’obiettivo è quello di tirare fuori tutto il carattere del territorio che si sostanzia in vini dalla tipica matrice sapida.

Ottimi anche i vini dell’azienda marchigiana Fontorfio. Le sue vigne certificate biologiche dal 2009 sono a poca distanza dal bellissimo borgo di Cossignano e dal comune di Offida. Ci ha colpiti in particolar modo il Montepulciano Salomè che nasce da una vigna posta a 400 metri di altezza e a 15 chilometri dal mare.

Da Pietrafitta (Pg) arrivava invece la giovane agronoma Clelia Cini che, insieme al fratello enologo Riccardo, ha rilanciato l’azienda agricola di famiglia La Casa dei Cini puntando su vino e olio di qualità. Il loro entusiasmo si nota anche nella veste grafica scelta per le etichette dei vini su cui spiccano dei bellissimi disegni creati dal fumettista Sualzo. “Lo scorso anno stavo leggendo Gli Ignoranti di Étienne Davodeau e ho deciso di ispirarmi alla sua bellissima opera per rinnovare le nostre etichette”, confida Clelia mentre ci mostra le bottiglie che oltre ad essere belle sono anche buone. Da segnalare il Malandrino (Ciliegiolo, Aleatico, Foglia Tonda e Malvasia bianca) che sorprende con il suo naso accattivante e il sorso che invita ad un secondo assaggio immediato.

Esemplare il Moscato di Saracena Passito dell’azienda calabrese Diana. Come da tradizione nasce da uve Guarnaccia, Malvasia, Odoacra e Moscatello. Quest’ultimo è appeso ad appassire su graticci ombreggiati per circa 20 giorni mentre Guarnaccia, Malvasia e Odoacra vengono pigiate e il mosto ottenuto è sottoposto a bollitura per ottenere una riduzione di circa un terzo della massa. Poi il mosto passa in piccoli caratelli di castagno in cui vengono sgranati i chicchi di moscatello interi. Qui ha luogo una lentissima fermentazione alcolica, al termine della quale il vino viene separato dalle bucce e posto ulteriori 12 mesi in acciaio prima dell’imbottigliamento. Quello che ne risulta è un nettare meraviglioso che ci ha fatto chiudere gli occhi per carpirne ogni sfumatura.

Emilio Falcioni, Portavoce VAN

Interessante l’incontro avuto con Emilio Falcioni, portavoce dei VAN e produttore in quel di San Martino sul Fiora, nella Maremma Grossetana. L’Azienda Agricola La Busattina, biodinamica dal 1998 con marchio Demeter, si estende su 25 ettari di cui 10 di bosco, 1 di oliveto, 9 tra pascoli e seminativi e 4,5 di vigneti in cui si coltivano solo uve toscane: Sangiovese, Ciliegiolo, Trebbiano, Malvasia e Ansonica. Proprio da questi ultimi tre vitigni nasce il San Martino, l’etichetta che maggiormente ci ha stupiti.

Dopo aver degustato i suoi vini abbiamo chiesto ad Emilio cosa intendono i VAN per “vino naturale”.  “Per noi il vino naturale deve rispettare quattro regole: massimo 40 g/l di solforosa; agricoltura biologica o biodinamica; fermentazioni spontanee; nessuna aggiunta di additivi o coadiuvanti. Siamo nati nel 2015 con l’obiettivo di unire più che dividere, per questo collaboriamo con altre realtà come Renaissance italia, Vite/ViViT e Viniveri per individuare delle regole comuni che possano diventare la bozza di un regolamento europeo sui vini naturali. A fine giugno avremo un incontro al parlamento europeo per presentare la nostra proposta”.

E se si analizzano i regolamenti delle varie associazioni di produttori naturali, ci si rende conto che le differenze sostanziali sono veramente poche. Riguardano più che altro l’utilizzo o meno dei lieviti indigeni e dei vitigni internazionali, della solforosa e del controllo delle temperature. Basterebbe trovare un minimo comune denominatore per unire le forze e avere così più potere contrattuale con le istituzioni europee. Non dimentichiamoci che dall’altra parte della barricata c’è la lobby dell’industria del vino convenzionale che invece lavora all’unisono per tutelare i propri interessi.

La degustazione

Tenuta del Conte Cirò Bianco 2016
Bianco Doc – 100% Greco Bianco – Gr. 13%
Giallo paglierino tendente al dorato. Si presenta al naso con piacevoli sentori di frutta gialla matura e fiori gialli cui si abbinano nitidi ricordi di erbe aromatiche. Bocca che dopo l’iniziale morbidezza rivela una lunga scia sapida abbinata a discreta freschezza. Lungo il finale in cui torna la frutta matura. Solo acciaio, il 50% della massa fa una macerazione sulle bucce di 24 ore.

Fontorfio Salomè Montepulciano
Rosso Doc – 100% Montepulciano – Gr. 13,5%
Rosso granato. Sensazioni iodate introducono soffi di macchia mediterranea, sottobosco e piccoli frutti di bosco. Poi pepe nero e resina. Al gusto è molto fresco e piacevolmente caldo. L’equilibrio è portato dal tannino vellutato che apre la via ad un lungo finale sapido e fruttato. 6 mesi di barrique.

La Casa dei Cini Malandrino 2016
Rosso Igt – 65% Ciliegiolo, 20 % Aleatico, 10 % Foglia Tonda, 5% Malvasia Bianca – Gr. 12,5%
Rosso rubino. Un tripudio di fiori di campo introduce note di frutta rossa croccante ed erbe officinali. In bocca è rotondo e molto fresco. Il tannino è una carezza delicata che introduce un lungo finale sapido con perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. Solo acciaio.

 

Azienda Agricola Diana Moscato di Saracena Passito 2014
Bianco dolce Igt – Guarnaccia, Malvasia, Odoacra e Moscatello – Gr. 14,5%
Giallo ambrato. Al naso apre con una delicata nota ossidativa abbinata a sentori di fichi e albicocche disidratate. Poi arrivano sensazioni salmastre, frutta secca e miele. Al gusto è dolce e denso. Poi arriva abbondante freschezza a riportare equilibrio. Chiude con un lungo finale sapido e ammandorlato. 6 mesi in caratelli di castagno poi 12 mesi in acciaio.

La Busattina San Martino 2015
Biango Igt – Trebbiano, Malvasia e Ansonica – 13,5%
Giallo dorato. Al naso offre delicate note floreali seguite da frutta gialla matura ed erbe aromatiche. In bocca si presenta morbido, poi arrivano abbondante freschezza e piacevole sapidità a donare vivacità ad un sorso pieno ed appagante. Molto lungo il finale fruttato che chiude con una nota di mandorla fresca. Solo acciaio.