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Nella nuova location del Centro Congressi Cavour di Roma in rassegna i vini a base Nebbiolo di 40 produttori selezionati da Riserva Grande.

Il fatto che Nebbiolo nel Cuore sia giunto alla sua sesta edizione dimostra come il tempo scorra veloce quanto il vino… E in questi anni l’evento organizzato da Marco Cum di Riserva Grande è riuscito ad affermarsi come uno dei più attesi della capitale. D’altronde le buone idee meritano di avere successo e riunire in un solo luogo alcuni tra i migliori produttori di Nebbiolo è decisamente una buona idea!

Come lo è quella di dare spazio non solo a denominazioni blasonate come Barolo e Barbaresco ma anche ad altri territori ricchi di piacevoli sorprese. Parliamo di Roero, Gattinara, Ghemme, Boca, Lessona, Bramaterra, Carema, Valtellina, Val d’Aosta e addirittura Sardegna. Sì perché il 12 e 13 gennaio a Roma era presente anche l’azienda sarda Muscazega rappresentata dalla produttrice Laura Carmina.

E’ stata lei a raccontarci l’affascinante storia secondo cui il Nebbiolo sarebbe arrivato in Gallura addirittura ai primi dell’800 grazie ad un generale mandato in avanscoperta dai Savoia. Interessanti le due etichette in degustazione: il Disizu e il Lunas. Il primo fa solo acciaio e ci ha stupiti con il suo colore scarlatto e i profumi di bacche selvatiche e frutti di bosco scuri. Il secondo sosta più di un anno in barrique e vira su intense note speziate. Nel complesso due interpretazioni decisamente territoriali del Nebbiolo che lasciano piacevolmente spiazzati.

Decisamente più didattici i vini di Sergio Germano, anche lui presente all’evento con alcune delle sue migliori etichette. Intrigante e goloso il metodo classico Brut Rosanna 100% Nebbiolo, una di quelle bottiglie che non rimarranno mai a metà. Sempre di altissimo livello le sue interpretazioni di Barolo: di solito noi Vinomadi preferiamo il Lazzarito Riserva ma in questa occasione ci siamo fatti travolgere dalla dall’eleganza unita alla potenza del Cerretta 2014. Altro Barolo di alto livello ci è sembrato il Cannubi 2015 di Poderi Luigi Einaudi con le sue spezie orientali e l’incredibile freschezza che garantisce a questo vino uno straordinario potenziale evolutivo.

Tra i Barbaresco ci ha invece stupiti il Bricco di Neive Riserva 2013 di Dante Rivetti presentato da sua figlia Mara: un vino ampio e dalla persistenza infinita che nasce da una vigna vecchia. Buonissimo anche il Bric Micca 2014, un Barbaresco dal naso meraviglioso che nasce da una vigna più giovane impiantata nel 1996.

Chiudiamo il nostro racconto con due denominazioni meno conosciute ma capaci di emozionare con vini di altissima qualità. La Valtellina rappresentata alla grande da Paolo Balgera che ha proposto in degustazione i suoi grandi vini dai lunghi affinamenti che purtroppo al 95% finiscono all’estero. Fantastico il Cà Fracia 2002, una piccolissima produzione entrata in commercio nel 2018 a ben 16 anni dalla vendemmia. Altra piccola denominazione che dà grandi soddisfazione è il Lessona che si conferma ad alti livelli con il Tanzo 2011 di Pietro Cassina, uno dei nostri vini preferiti a base Nebbiolo.

I nostri migliori assaggi

Barbaresco
Dante Rivetti Barbaresco Bricco di Neive Riserva 2013
100% Nebbiolo – Gr. 14,5%
Azienda ufficialmente nata nel 1973 su impulso di Dante Rivetti ma che affonda le proprie radici nel passato della famiglia Rivetti, viticoltori in Neive sin dalla metà dell’800. Oggi può contare su 60 ettari vitati che trovano nel Cru Bricco di Neive la loro massima espressione. Da questa vecchia vigna con piante di circa 70 anni nasce il Barbaresco Riserva. Da segnalare la consulenza dell’enologo Donato Lanati. La Degustazione – Rosso granato trasparente. Le arance tarocco caratterizzano un naso elegante che alle note balsamiche unisce piccoli frutti rossi, potpourri e spezie orientali. Sorso molto fresco dotato di un tannino importante ma assolutamente integrato. La componente alcolica porta equilibrio. Lunghissimo il finale sapido e balsamico. 36 mesi in botti grandi.

Barolo
Ettore Germano Barolo Cerretta 2014
100% Nebbiolo – Gr. 14%
Azienda guidata da Sergio Germano che oggi può contare su 18 ettari vitati distribuiti tra Serralunga d’Alba e Cigliè, in Alta Langa dove nascono il pluripremiato Riesling Hérzu e l’Alta Langa Metodo Classico (80% Pinot Nero, 20% Chardonnay). Il Barolo Cerretta nasce da una vigna di 6 ettari impiantata nel 1978 su terreni molto calcarei. La degustazione – Rosso granato trasparente. Naso che riesce ad essere nello stesso tempo potente ed elegante grazie ad un soffio balsamico che introduce note di mora e lampone, sottobosco, radice di liquirizia e spezie scure. In bocca mostra buona struttura ed una progressione dirompente grazie alla grande spalla fresco-sapida unita ad un tannino setoso ma vivo. 24 mesi in botti di rovere da 225, 500 e 700 litri e 18 mesi di affinamento in bottiglia

Poderi Luigi Einaudi Barolo Cannubi 2015
100% Nebbiolo – Gr. 14,5%
Azienda fondata a Dogliani nel lontano 1897 da Luigi Einaudi che molti anni dopo (nel 1948) sarebbe diventato Presidente della Repubblica Italiana. I vigneti storici e la consulenza enologica di Beppe Caviola garantiscono una qualità media altissima con picchi di eccellenza come il Barolo Cannubi 2015. Nasce da una vigna di soli 2 ettari posta a 220 metri di altezza su terreni composti da marne grigio-biancastre di Sant’Agata ricche di sabbia. La degustazione – Rosso granato trasparente. Naso ampio ed elegante che apre su richiami balsamici uniti a delicate note floreali, spezie orientali e scatola di sigari. La grande freschezza è bilanciata dal calore e dal tannino nobile che prepara la bocca al lunghissimo e coerente finale. Un anno in barrique e 30 mesi in botte grande.

Alto Piemonte
Pietro Cassina Lessona Tanzo 2011

100% Nebbiolo – Gr. 13,5%
L’azienda di Pietro Cassina, presente al banco d’assaggio, si trova a Lessona e si porta dietro una grande tradizione tramandata da più generazioni. I 6 ettari di vigneti sono circondati da boschi e ospitano Nebbiolo, Vespolina ed Erbaluce che abbiamo avuto modo di degustare nella sua interessante versione Metodo Classico. La degustazione – Rosso granato trasparente. Piccoli frutti rossi maturi si uniscono a note balsamiche, spezie dolci e richiami di arancia. Il sorso mostra grande freschezza abbinata a tannino nobile. Molto persistente il finale sapido che chiude con richiami di arancia. 30 mesi in botte grande.

Valtellina
Balgera Valtellina Superiore Cà Fracia 2002

100% Nebbiolo – Gr. 12,5%
Azienda storica della Valtellina fondata a Chiuro nel 1885 e oggi guidata da Paolo Balgera, anche enologo aziendale. Il Cà Fracia proviene dall’omonimo cru terrazzato posto tra i 200 ed i 500 metri di altezza. La degustazione – Rosso granato trasparente. Naso intenso che propone importanti note terziarie con le spezie in evidenza, seguite da note balsamiche, scatola di sigari, piccoli frutti rossi e arancia. Il sorso non mostra cedimenti ed anzi offre grande freschezza, delicata morbidezza e tannino setoso. Piacevole il ricordo di arancia che in bocca si unisce alla lunga scia sapida. Due anni in botti grandi e 2 anni in barrique.