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Siamo stati all’inaugurazione della 5° edizione del festival “Tutti giù in cantina”, evento ricco di ospiti di eccezione e degustazioni di alto livello tra cui una dedicata al vino georgiano prodotto in anfora.

Meta irrinunciabile delle gite fuori porta degli abitanti della capitale, i Castelli Romani sono da sempre il serbatoio di vino della città e vantano una storia secolare nel campo dell’enologia. Non è certo un caso se il CREA (il principale ente di ricerca italiano sulle filiere agroalimentari) abbia una sede a Velletri dedicata alla viticoltura e all’enologia. E proprio nella bellissima struttura che ospita la Cantina Sperimentale si è svolto dal 21 al 23 giugno il festival “Tutti giù in cantina”, organizzato dal CREA in collaborazione con FISAR e l’associazione Idee in Fermento.
Noi Vinomadi non ci siamo fatti sfuggire l’occasione e siamo andati a prendere un po’ di fresco in quel di Velletri attirati da una interessante degustazione dedicata alla Georgia, paese ospite della manifestazione e culla mondiale del vino. Qui sarebbero infatti avvenute le prime vinificazioni, come testimoniano molti ritrovamenti archeologici tra cui un’anfora datata 6.000 a.C. e contenente tracce di vino. Anfora (qvevri) che è il vero e proprio simbolo della Georgia dove viene utilizzata da decine di secoli come contenitore per le fermentazioni e gli affinamenti.

A Velletri era presente David Chichua del Scientific Research Center of Agriculture di Tbilisi. È stato lui a raccontare il metodo tradizionale di vinificazione georgiano nelle anfore Qvevri che nel 2013 è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio intangibile dell’umanità. Dopo una pressatura soffice delle uve il mosto viene inserito nelle anfore insieme ad una certa quantità di vinacce (bucce, vinaccioli e raspi) che può variare da un minimo del 10% ad un massimo del 100%. Al termine della fermentazione spontanea (che avviene in anfore interrate allo scopo di controllare naturalmente la temperatura) i contenitori in terracotta da circa 1000 litri vengono sigillati e il vino sosta sulle vinacce e sulle fecce fini (3/6 mesi per i bianchi e 1 mese per i rossi). In primavera il vino subisce diversi travasi prima di essere messo a maturare in un qvevri pulito dove resterà da un minimo di 6 mesi a svariati anni. Le vinacce, invece, vengono distillate per produrre la Chacha (grappa georgiana).

Al termine del suo intervento il professor Chichua ha voluto ricordare come il friulano Josko Gravner sia stato il primo europeo a recuperare l’utilizzo delle anfore per la vinificazione. La degustazione ha proposto 7 etichette provenienti da varie regioni georgiane. Da segnalare l’ottimo bianco Twins Cellar Rkatsiteli Kakhuri Qvevri 2017 (100% Rkatsiteli) e il rosso Khareba In Vino Veritas 2012 (100% Saperavi).

La serata è poi proseguita con la presentazione, alla presenza dell’autore Luigi Moio, dell’ormai mitico volume “Il respiro del vino” giunto alla sua 12° ristampa per un totale di 30 mila copie vendute. Sempre bello ascoltare il professore (Ordinario di Enologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”) divagare sull’origine dei profumi del vino con i suoi esempi semplici e calzanti. Come l’ormai paradigmatica distinzione tra vitigni solisti e vitigni orchestrali che siamo convinti a breve sostituirà l’ormai obsoleta classificazione dei vitigni in aromatici, semi aromatici e neutri.

Ancora rapiti dalle parole di Luigi Moio abbiamo poi avuto il piacere di partecipare ad degustazione dedicata all’azienda Ricci Curbastro guidata da Riccardo Ricci Curbastro. Tra le etichette proposte, una stratosferica magnum di Franciacorta Satin Brut 2010 (100% Chardonnay) e una magnum di Franciacorta Dosaggio Zero Gualberto 2006 (Pinot Nero 70%, Chardonnay 30%) con una sosta di ben 114 mesi sui lieviti. Quale miglior modo per concludere la nostra serata velletrana?

I nostri migliori assaggi

Franciacorta Satin Brut 2010
100% Chardonnay – Gr. 12,5%
Giallo dorato brillante. Naso ampio ed elegante che apre su ricordi di chicco di caffe. Poi zucchero a velo, pesca gialla matura e ananas su sottofondo floreale bianco. L’ingresso in bocca è cremoso e rivela grande equilibrio grazie alla morbidezza ben bilanciata dalla grande freschezza. Poi la sapidità diventa protagonista e si allunga su un finale in crescendo. 80 mesi sui lieviti, sboccatura dicembre 2017.

Franciacorta Dosaggio Zero Gualberto 2006
Pinot Nero 70%, Chardonnay 30% – Gr. 12,5%
Giallo dorato brillante. Naso che rivela grande potenza ed eleganza con delicate note tostate e di frutta secca che si uniscono a frutta gialla, agrumi canditi, yogurt, zenzero e spezie. Il sorso è caratterizzato dal perlage estremamente fine e propone una grande spalla fresco-sapida che sorregge le buona struttura del vino. Molto persistente il finale. 114 mesi sui lieviti, sboccatura novembre 2016.

Twins Cellar Rkatsiteli Kakhuri Qvevri 2017
Rkatsiteli e altri vitigni autoctoni in piccole quantità – Gr. 12%
Vino dell’azienda Twins Cellar che nasce nella regione di Khakheti (parte orientale della Georgia) nella microzona di Napareoli su terreni calcareo-gessosi posti a 600 metri di altezza. Sosta 6 mesi sulle vinacce, poi altri 6 mesi in anfora sulle fecce fini. La degustazione – Ambra brillante. Naso pulito ed elegante che a note gessose abbina sentori di camomilla, fiori gialli, frutta gialla matura, zenzero e pepe bianco. Il sorso rivela buona struttura abbinata a grande freschezza. Piacevole il lungo finale sapido.

Khareba In Vino Veritas 2012
100% Saperavi – Gr. 14%
L’azienda Khareba si trova nella parte sud della regione di Khakheti e può vantare una cantina composta da 7 km di tunnel sotterranei. Il vino sosta 3 mesi sulle vinacce, poi altri 8 mesi in anfora sulle fecce fini. La degustazione – Rosso rubino poco trasparente. Note fruttate di prugna e frutti di bosco in confettura si uniscono a ricordi di eucalipto, pepe nero e chiodo di garofano. In bocca propone grande equilibrio con la piacevole freschezza bilanciata dal tannino vivo ma fine. Lungo e coerente il finale che si allunga su note balsamiche e di frutti di bosco.