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Il tipico paesaggio umbro è la tela su cui Arnaldo Pomodoro ha voluto disegnare la sua opera più imponente, il famoso Carapace che ospita le cantine di Tenuta Castelbuono. Siamo a pochi chilometri da Bevagna, tra le morbide colline in cui nel 2001 la famiglia Lunelli decide di acquistare 32 ettari vitati. L’idea è quella di puntare sul vitigno Sagrantino, reimpiantato in regime biologico dopo un’attenta selezione clonale realizzata in collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Nel 2006 arriva il momento di costruire una nuova cantina e i Lunelli, proprietari di Cantine Ferrari, decidono di affidare il progetto ad Arnaldo Pomodoro, già autore nel 2002 del “Centenarium”, scultura celebrativa dei 100 anni dell’azienda trentina. E alla veneranda età di 80 anni il maestro accetta l’offerta con l’obiettivo di realizzare “la prima scultura in cui si potesse vivere e lavorare”. La tartaruga, animale lento e longevo come il Sagrantino, gli sembra subito un potente elemento simbolico dal forte legame con la terra. Dopo sei anni di lavori, la cantina era pronta e si ergeva sulla cima della collina con la sua cupola di rame tagliata da profonde ferite e sostenuta da un’imponente struttura in legno. A segnalarne la presenza, un dardo rosso fuoco alto 18 metri conficcato nel terreno, come per rivendicare il fatto che la costruzione doveva essere ben integrata ma non mimetizzata nel contesto.

Noi Vinomadi generalmente siamo un po’ diffidenti verso le cantine che vengono descritte come “opere d’arte”. Troppo spesso, infatti, la megalomania di produttori spendaccioni ha creato dei mostri che, oltre a deturpare il paesaggio, tolgono la scena al vero protagonista di una cantina: il vino. Questa volta, però, dobbiamo ammettere che siamo rimasti impressionati dalla bellezza di quest’opera che al suo interno nasconde una “scultura sotterranea”. Si chiama Ziggurat, come le torri della Mesopotamia antica che simboleggiavano la comunicazione tra il cielo e la terra. E’ il vero e proprio cuore della cantina e al suo interno ospita una piccola sala degustazioni che ricorda un altare per riti pagani.

La sensazione di stupore che si prova all’interno del Carapace vale da sola la visita. Il bello è che non ci si dimentica mai di essere in un’azienda che produce vino: l’opera d’arte è assolutamente funzionale e riesce a coniugare le esigenze di una moderna cantina con il linguaggio estetico e simbolico, solitamente libero da regole utilitaristiche. E forse è proprio questa la grandezza di quest’opera che lascia al vino il ruolo di primo attore.

La degustazione:

Tenuta Castelbuono Montefalco Rosso Ziggurat 2011
Rosso Doc – Sangiovese 70%, Sagrantino 15%, Cabernet Sauvignon e Merlot 15% – Gr. 14,5%
Rosso rubino poco concentrato. Naso che propone note di fragoline di bosco, pepe nero e spezie dolci rinfrescate da sbuffi balsamici. In bocca è inizialmente caldo e morbido. Poi arriva il tannino setoso ben supportato dalla spalla acida. Finale mediamente sapido che introduce un ricordo di arancia sanguinella. 12 mesi in barrique e tonneau da 500 litri.

Tenuta Castelbuono Montefalco Rosso Riserva Lampante 2014
Rosso Doc – Sangiovese 70%, Sagrantino 15%, Cabernet Sauvignon e Merlot – Gr. 14,5%
Rosso rubino/granato poco concentrato. Al naso apre con sentori ematici, humus ed eucalipto. Poi piccoli frutti di bosco e spezie dolci. In bocca è fresco, caldo e morbido. Tannino ancora esuberante che introduce un lungo finale balsamico. 18 mesi in barrique e tonneau da 500 litri più 12 in bottiglia.

Tenuta Castelbuono Montefalco Sagrantino Carapace 2011
Rosso Docg – Sagrantino 100% – Gr. 14,5%
Rosso rubino/granato poco concentrato. Naso caratterizzato da sentori di piccoli frutti rossi di bosco, humus e note balsamiche. Con l’ossigenazione arrivano note di tabacco e spezie. La bocca propone una buona spalla acida ben bilanciata da un tannino di ottima fattura. Appagante il finale sapido e fruttato. 24 mesi in botte grande più 12 in bottiglia.

Tenuta Castelbuono Montefalco Sagrantino Passito 2012
Rosso dolce Docg – Sagrantino 100% – Gr. 12%
Nasce da uve vendemmiate con leggero anticipo e fatte appassite sui graticci. Residuo zuccherino intorno agli 80 g/l. Rosso rubino impenetrabile. Naso che propone note balsamiche seguite da amarena sotto spirito, spezie dolci ed erbe aromatiche. In bocca la dolcezza è ben contrastata da abbondante freschezza e buona sapidità. Tannino ben integrato e lungo finale fruttato.

Anno di fondazione

Ettari vitati

Bottiglie prodotte

Tenuta Castelbuono