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Il 17 e 18 febbraio circa 40 aziende provenienti da Campania, Basilicata e Puglia hanno partecipato al grande evento dedicato all’Aglianico organizzato da Riserva Grande, Percorsi di Vino e Luciano Pignataro.

Ogni anno a Roma sono molte le degustazioni dedicate all’Aglianico, storico vitigno a bacca rossa arrivato in Italia dalla Grecia nel VII secolo a.C. Mai nessuna, però, era riuscita ad unire in un grande banco d’assaggio tutti i territori più vocati per la sua coltivazione: Irpinia, Sannio e Cilento in Campania, Vulture in Basilicata e Castel del Monte in Puglia. E’ questo che ha reso speciale Aglianico a Roma, evento che ha richiamato un grande pubblico di appassionati nelle sale dell’Hotel Radisson Blu.

Dunque fari puntati non solo sulle tre DOCG più famose (Taurasi, Aglianico del Taburno, Aglianico del Vulture) ma anche su altri territori che possono vantare una lunga tradizione nella sua coltivazione. I primi riferimenti scritti ad un vitigno di nome Aglianico compaiono addirittura intorno al XVI secolo. Parliamo quindi di un’uva che ha avuto diversi secoli di tempo per adattarsi alle diverse zone di produzione, trovando nel sud Italia il suo luogo d’elezione.

E sabato pomeriggio Luciano Pignataro e Marco Cum hanno guidato un interessante seminario dal titolo “Le regioni dell’Aglianico” proprio per esplorare come questo vitigno si sia adattato alle diverse condizioni pedoclimatiche. Subito dopo si è tenuta una verticale storica di Aglianico del Taburno Riserva Vigna Cataratte dell’Azienda Agricola Fontanavecchia. La giornata di domenica ha invece avuto come protagonista Luigi Moio con la presentazione del suo bellissimo libro “Il respiro del vino” seguita da una verticale storica di Taurasi dell’azienda Contrade di Taurasi.

Tra i banchi d’assaggio da segnalare la presenza di Generazione Vulture, bellissimo progetto nato in Basilicata grazie all’entusiasmo di 10 giovani produttori che hanno deciso di unire le proprie forze per promuovere l’Aglianico del Vulture e il loro territorio. Ottimi i vini di Luca Carbone (Carbone Vini), Elisabetta Musto Carmelitano ed Elena Fucci che con il suo Titolo non sbaglia un colpo.

Nel complesso possiamo dire che le tante etichette in degustazione hanno mostrato quanto l’altezza, il clima e la composizione dei terreni possano condizionarne il risultato finale. Importante anche l’influenza dell’età delle vigne, in alcuni casi centenarie, e della vinificazione/maturazione in acciaio, legno (grande Vs piccolo) o cemento. Nella maggior parte dei casi siamo stati piacevolmente colpiti dall’eleganza di tante etichette che invece di mostrare i muscoli esprimevano piacevoli sentori balsamici, floreali e speziati uniti a richiami di erbe aromatiche e frutti rossi. Il tutto unito a struttura, grande spalla fresco-sapida, tannino di qualità e buona bevibilità.

I nostri migliori assaggi

Villa Raiano Irpinia Campi Taurasini 2013
100% Aglianico – Gr. 14%
Azienda biologica certificata fondata nel 1996 a Raiano (Av) da Sabino Basso, già proprietario dell’oleificio Basso. I 22 ettari di vigneti si trovano incastonati tra il monte Partenio a ovest e i monti Picentini a est e sono coltivati con le sole uve autoctone Greco, Fiano, Falanghina e Aglianico. Quest’ultimo copre 8 ettari su un corpo unico posti nel comune di Castelfranci a quasi 600 metri slm su terreni argilloso-calcarei su base di marne gialle.  La degustazione – Rosso granato con buona trasparenza. Naso inizialmente timido che con il tempo rivela grande pulizia ed eleganza. Le note floreali si intrecciano con richiami vegetali e sentori di piccoli frutti rossi. Restano sullo sfondo richiami di spezie ed erbe aromatiche fresche. Il sorso equilibrato rivela grande sapidità unita a buona freschezza. Il tannino carezzevole lascia spazio ad un piacevole finale sapido e fruttato. 2 anni di maturazione: metà della massa in cemento e metà in anfore di terracotta.

Tenuta Scuotto Taurasi 2012
100% Aglianico – Gr. 14%
Tenuta Scuotto nasce a Lapio nel 2009 per volere di Eduardo Scuotto. Al suo fianco ci sono il figlio Adolfo, che abbiamo avuto il piacere di conoscere al banco d’assaggio, e l’enologo Angelo Valentino, allievo di Luigi Moio. Da subito l’obiettivo è stato quello di puntare alla qualità estrema. Per questo è stata costruita una moderna cantina dove si producono 40 mila bottiglie l’anno. Il Taurasi nasce da una vigna di circa 20 anni e viene vinificato con fermentazioni spontanee. La degustazione – Rosso rubino poco trasparente. La marasca si abbina a piacevoli richiami balsamici. Poi spezie orientali, liquirizia e cacao. In bocca offre grande freschezza unita a buona sapidità e tannino fitto ma nobile. Molto persistente il finale. 2 anni in barrique.

Donnachiara Taurasi 2013
100% Aglianico – Gr. 13%
Azienda di Montefalcione (Av) dedicata a Donna Chiara Mazzarelli Petitto, nonna della proprietaria Chiara Petitto. Con lei alla guida dell’azienda c’è la figlia Ilaria, quinta generazione di viticoltori e presente all’evento romano. Le vigne, di proprietà della famiglia da secoli, sono circondate da boschi di castagni, querce e ginepri che si alternano alle coltivazioni di ulivo e alberi da frutto. Il Taurasi nasce dalle migliori uve raccolte nella più grande vigna a corpo unico della zona (20 ettari) posta a 300 metri slm. La degustazione – Rosso granato con buona trasparenza. Note di frutti di bosco maturi si uniscono a richiami speziati e sbuffi balsamici. Piacevole il sottofondo di viola appassita. Sorso che scivola via impeccabile sorretto da una grande spalla fresco-sapida e da un tannino perfettamente integrato. Coerente il lungo finale. Un anno in barrique.

Carbone Vini Aglianico del Vulture Stupor Mundi 2013
100% Aglianico – Gr. 14%
L’azienda nasce nel 2005 grazie ai fratelli Luca e Sara Carbone che ricominciano a vinificare in proprio le uve provenienti dalle vigne impiantate dal padre e dallo zio negli anni ‘70. Oggi possono contare su 18 ettari coltivati ad aglianico, Fiano e Moscato da cui si producono circa 35 mila bottiglie. La cantina si trova a Toppo San Paolo, in località Braide. Lo Stupor Mundi affina in bottiglia nella bellissima cantina ipogea scavata nel tufo vulcanico situata nel centro di Melfi. La degustazione – Rosso rubino tendente al granato. Colpisce al naso con richiami di erbe aromatiche e sbuffi balsamici abbinati a note di pot-pourri, spezie orientali e piccoli frutti rossi. Bocca estremamente fresca in cui l’equilibrio è donato dal tannino nobile che asciuga e predispone al lunghissimo finale sapido e fruttato. 15 mesi in barrique e tonneau 50% nuovi e 50% usati.

Musto Carmelitano Aglianico del Vulture Pian del Moro 2012
100% Aglianico – Gr. 14%
L’azienda nasce nel 2007 a Maschito (Pt), nel cuore del Vulture. La famiglia Musto Carmelitano vanta però tre generazioni di viticoltori con la giovane Elisabetta che oggi guida l’azienda insieme al fratello Luigi. I 4 ettari di vigne condotte in regime biologico ospitano piante anche centenario e a piede franco. Il Cru Pian del Moro nasce da piante che hanno tra 70 e 100 anni di età. La degustazione – Rosso granato poco trasparente. Apre su note di eucalipto abbinate a mirtilli, ribes, spezie dolci ed erbe aromatiche. Sorso che allo stesso tempo offre struttura e bevibilità grazie alla importante spalla fresco-sapida abbinata a buona morbidezza e tannino maturo e integrato. Molto persistente su note balsamiche e fruttate. Un anno in tonneau.

Elena Fucci Aglianico del Vulture Titolo 2015
100% Aglianico – Gr. 14%
Quando sul finire degli anni ’90 la famiglia Fucci doveva decidere se tenere o vendere i 6 ettari di vigne piantati a Barile da nonno Generoso, la giovane Elena decise di cambiare i suoi progetti ed iscriversi alla facoltà di Viticoltura ed enologia. E’ così che nel 2000 nasce l’azienda che da sempre produce una sola etichetta: il Titolo dal nome dell’omonima contrada. Nasce da vigne poste a 600 metri di altezza con piante che hanno tra i 50 e i 70 anni di età. La degustazione – Rosso rubino tendente al granato con buona trasparenza. Naso elegante che offre note balsamico-mentolate unite a sentori di piccoli frutti rossi, spezie dolci e tabacco. Resta sullo sfondo una delicata nota floreale. La bocca rivela grande freschezza unita a tannino nobile e buona sapidità. Coerente e lungo il finale. Un anno in barrique.

Tormaresca Castel del Monte Bocca di Lupo 2010
100% Aglianico – Gr. 14,5%
Piero Antinori acquista la tenuta Bocca di Lupo nel 1998 con l’obiettivo di rilanciare questo territorio di antica tradizione vitivinicola. Siamo a Minervino Murge, nell’area DOC Castel del Monte, a circa 250 m sul livello del mare e non lontano dal vulcano Vulture. Vino creato da Renzo Cotarella con le migliori uve selezionate in vigna dalle piante più vecchie. La degustazione – Rosso granato poco trasparente. Naso che rivela note di macchia mediterranea, erbe aromatiche, mora, tabacco e spezie dolci. Il sorso saporito è caldo ma equilibrato grazie alla piacevole freschezza. Tannino vibrante di assoluta qualità che si dilunga donando persistenza al finale fruttato. 15 mesi in barrique.