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Già lungo la strada, mentre si sale tra dolci curve che accompagnano colline altrettanto rilassanti, ci si accorge che la terra attorno a Montefalco racchiude qualcosa di unico. E’ solo lì che si coltiva un vitigno che dà origine ad un vino tanto vigoroso quanto elegante: quel Montefalco Sagrantino che in soli 25 anni di storia si è affermato tra i grandi nomi dell’enologia italiana. Impressionanti i numeri dell’areale del Montefalco Sagrantino DOCG che dal 2000 ad oggi ha visto gli ettari vitati passare da 122 a 610 e la produzione annua da 660 mila bottiglie alle attuali 2 milioni di bottiglie. Per il 2017, purtroppo, si prevede una piccola battuta d’arresto dovuta al drastico calo delle presenze turistiche causato dal terremoto che pur non avendo fatto nessun danno nella maggior parte dell’Umbria, ha già fatto diminuire del 40% gli arrivi.

Nell’affascinante Chiostro di Sant’Agostino, nel cuore del piccolo borgo umbro, il 20 e il 21 febbraio è stato possibile incontrare in maniera informale i produttori in uno spazio aperto in cui assaggiare i vini esposti l’uno di fianco all’altro, senza essere vincolati dal consueto stand. Trentuno le cantine presenti con circa 200 etichette in degustazione. Nei calici attenzione puntata ovviamente sul Montefalco Sagrantino DOCG 2013, annata che ha meritato le quattro stelle e che è stata caratterizzata da un inverno con forti precipitazioni e temperature sotto la media, una primavera con molte piogge e una estate con temperature medie mai eccessive e forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Queste condizioni hanno ritardato la maturazione dell’uva che è stata raccolta intorno alla fine di ottobre. Presentate anche le annate 2015 del Montefalco Bianco e Rosso oltre alla 2014 del Montefalco Rosso Riserva. In degustazione, presso la bellissima sala consiliare del comune, anche 25 etichette di Montefalco Sagrantino 2007, annata molto calda che ne ha messo a dura prova la longevità ma che ai produttori più capaci ha donato qualità estrema.

Così i Vinomadi hanno avuto occasione di immergersi nel Sagrantino incontrando personaggi che di questo nettare sono gli alchimisti. Tanta passione nelle parole di ognuno di loro, con una leggera dose di ruralità che traspare nei bucolici discorsi: siamo in una regione dove la campagna è vissuta davvero, con la genuinità che a volte sembra non esser più di questo universo. Rusticità che però si va perdendo nei vini sempre più eleganti e, per quanto possibile, più facilmente approcciabili. Curioso lo scambio con Gian Paolo Tabarrini, intento ad assaggiare a tutta velocità i vini in degustazione: “perché fare i cru? Perché così si evita la rottura di dover trovare il blend giusto!”, scherza allegramente uno dei primi produttori della zona ad aver vinificato e imbottigliato separatamente le uve delle migliori vigne. I suoi Colle Grimaldesco, Campo alla Cerqua e Colle alle Macchie hanno stupito per potenza ed eleganza denotando ognuno un carattere unico. Quattro chiacchiere anche con Filippo Antonelli, che basa i suoi vini sul rispetto della tradizione senza mai dimenticare di sperimentare nuovi progetti: il Chiusa di Pannone resta una delle etichette più emozionanti.

Alla cena organizzata per stampa e produttori in una Bevagna mozzafiato, l’occasione di dialogare con Francesco Antano, timoniere di una delle cantine più rappresentative come Milziade Antano. Dalla fattoria Colleallodole una riserva che appare preziosa e magica, diretta testimonianza di un modo di concepire il vino che è difficile descrivere senza calice in mano. Scherza con Marco Caprai, ovviamente presente, “accusandolo” di non essere ancora andato a trovarlo per assaggiare i salumi appena preparati con i maiali di casa Antano.

E’ stata inoltre presentata in anteprima la Nuova mappa del Sagrantino, che descrive il territorio evidenziandone le zone e le differenze tra i vigneti attraverso le immagini create da Alessandro Masnaghetti di Enogea; un’iniziativa verso la quale i produttori hanno espresso piena soddisfazione e che verrà diffusa durante il prossimo Vinitaly di Verona. Ora Montefalco si concederà un breve riposo prima del grande evento in programma il 16 maggio, quando l’area farà da cornice alla decima tappa del Giro d’Italia con un affascinante percorso tra i vigneti intitolato “Crono Sagrantino”.

I migliori assaggi

Tenuta Bellafonte Montefalco Sagrantino Collenottolo 2012
Rosso Docg – Sagrantino 100% – Gr. 14,5%
Rosso granato. Naso elegante che alla frutta rossa ancora croccante abbina note balsamiche, sottobosco, pepe ed erbe aromatiche. Resta sullo sfondo una delicata nota floreale. L’ingresso in bocca è fresco, caldo e morbido. Poi arriva il tannino nobile che introduce un lungo finale fruttato.

Tenuta Castelbuono Montefalco Sagrantino Carapace 2011
Rosso Docg – Sagrantino 100% – Gr. 14,5%
Rosso rubino poco concentrato. Naso caratterizzato da sentori di piccoli frutti rossi di bosco, humus e note balsamiche. Con l’ossigenazione arrivano note di tabacco e spezie. La bocca propone una buona spalla acida ben bilanciata da un tannino di ottima fattura. Appagante il finale sapido e fruttato.

Antonelli Montefalco Sagrantino Chiusa di Pannone 2009
Rosso Docg – Sagrantino 100% – Gr. 15%
Rosso granato. Al naso si presenta con ricordi di resina ed eucalipto abbinati a note di piccoli frutti di bosco. Poi macchia mediterranea, pepe, tabacco e carruba. Bocca elegante ed equilibrata grazie al perfetto connubio tra acidità e tannino. La nota calorica ben gestita lascia spazio ad un finale lungo e ricco di richiami balsamici e fruttati.

 

Di Filippo Montefalco Sagrantino 2007
Rosso Docg – Sagrantino 100% – Gr. 15%
Rosso granato. Note di smalto ed eucalipto introducono sentori di piccoli frutti di bosco in confettura. Poi è un tripudio di spezie ed erbe aromatiche. Al gusto propone abbondante freschezza e buona sapidità cui si abbina un tannino di ottima fattura. Lungo il finale balsamico.

 

Tabarrini Montefalco Sagrantino Colle alle Macchie 2007
Rosso Docg – Sagrantino 100% – Gr. 14,5%
Rosso granato concentrato. A richiami di prugna e more in confettura si affiancano soffi balsamici e note scure di rabarbaro, liquirizia, pepe e carruba. In bocca propone una freschezza sferzante ben bilanciata da un tannino perfettamente integrato. Lunghissimo il finale sapido e fruttato.

 

Milziade Antano Fattoria Colleallodole Montefalco Sagrantino Passito 2013
Rosso Dolce Docg – Sagrantino 100% – Gr. 14,5%
Rosso rubino. Note di amarena sotto spirito si legano a richiami di smalto, macchia mediterranea ed erbe aromatiche. La bocca fresca e tannica rivela una moderata dolcezza e un lungo finale che propone una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva.