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135 i produttori presenti al consueto evento annuale in cui era possibile degustare il Brunello di Montalcino 2013, la Riserva 2012 e il Rosso 2016.

Pensate forse che il rigido inverno possa fermare i Vinomadi? No, appunto. E’ così che nonostante le nebbia, la pioggia e il vento sferzante il 18 febbraio ci siamo addentrati nei Chiostri del Complesso di Sant’Agostino in una Montalcino quasi spettrale. Non potendo partecipare, causa impegni di lavoro, alla degustazione alla cieca di tutte le etichette abbiamo recuperato dedicandoci ai banchi d’assaggio visitando circa 40 dei 135 produttori presenti. Una media di tutto rispetto che però non ci consente di poter offrire un quadro completo sulle etichette in degustazione.

Dopo questa doverosa premessa possiamo entrare nel dettaglio dell’annata 2013 (a suo tempo classificata con le 4 stelle) caratterizzata da un andamento  climatico insolito ma nel complesso favorevole. Dopo un autunno mite e un inverno freddo, il caldo che si è fatto attendere offrendo un’estate con notevoli escursioni termiche. Ne è uscita un’annata elegante che alla potenza ha preferito l’ampiezza dei profumi, la freschezza e la bevibilità.

Ma Benvenuto Brunello non è solo l’occasione per giudicare le annate dal punto di vista enologico. E’ anche il momento per stilare dei bilanci economici e i numeri del 2017 sono di tutto rispetto: il giro d’affari complessivo della denominazione ha raggiunto, infatti, i 180 milioni di Euro (erano stati 170 nel 2016) con l’export che si attesta al 70% del totale. Strettamente collegato al successo del comparto vino è il settore del turismo che nel 2017 ha segnato 1,5 milioni di presenze nella città di Montalcino (+25% rispetto al 2016).

Entrando nello specifico degli assaggi, in questa edizione si è confermata la tendenza che vede l’incremento delle etichette provenienti da cru aziendali. Le differenze e le tipicità delle singole zone del terroir di Montalcino spingono quindi verso una progressiva parcellizzazione delle vigne, permettendo di gustare nel bicchiere le sue infinite sfaccettature.

Come nostra abitudine ci piace raccontarvi non solo ciò che abbiamo degustato (però ovviamente trovate anche quello) ma sorpattutto i produttori con i quali abbiamo scambiato qualche parola. Ecco quindi l’album dei ricordi di Benvenuto Brunello 2018 firmato Vinomadi.

Le Ragnaie Rosso di Montalcino 2015
100% Sangiovese – Gr. 14,5%
Il vino di Riccardo Campinoti dell’Azienda Agricola Le Ragnaie (qui nella sua versione 2015) ci è piaciuto molto, tanto che appena usciti da Benvenuto Brunello ne abbiamo comprata una bottiglia di annata precedente per poter “ripassare” a cena! Sull’etichetta un disegno dai tratti primitivi ci ha incuriositi, scoprendo che si tratta di un boschetto tipico dei giardini storici italiani dove si posizionava una rete per la cattura di piccoli uccelli. La degustazione – Rosso rubino tendente al granato con buona trasparenza. Ribes e lampone su sottofondo balsamico. Poi spezie dolci e note di sottobosco. In bocca è allo stesso tempo esuberante e goloso, in bilico tra grande freschezza e delicata morbidezza. Molto piacevole il finale sapido in cui tornano i piccoli frutti rossi e un ricordo di arancia. Due anni in botte grande.

Il Marroneto Madonna delle Grazie 2013
100% Sangiovese – Gr. 14,5%
L’azienda Il Marroneto, considerata una delle dieci aziende storiche di Montalcino possiede circa 6 ettari ha vigne con piante di oltre 50 anni in località Madonna delle Grazie. La riserva 2013 matura in botti grandi di rovere di Allier e di Slovenia dopo una vinificazione che rispetta i sistemi tradizionali di Montalcino. La degustazione – Rosso rubino tendente al granato trasparente. Apre al naso con erbe aromatiche e sbuffi balsamico-mentolati. Poi sottobosco, piccoli frutti rossi, arancia rossa e liquirizia. Il sorso è molto fresco e saporito. Il tannino setoso introduce un piacevole finale che chiude con note di fragoline di bosco e liquirizia. 41 mesi in botte grande.

Le Chiuse Brunello di Montalcino 2013
100% Sangiovese – Gr. 14%
Volevamo conoscere più da vicino (e l’abbiamo fatto) l’origine dell’azienda “Le Chiuse”, che un tempo faceva parte dei possedimenti della famiglia Biondi Santi. Dopo varie generazioni una parte di quei terreni esposti sul versante nord della tenuta, dove ha coltivato le vigne e vinificato fino al 1990 Franco Biondi Santi, ora è condotta nel rispetto della tradizione da una delle discendenti, Simonetta Valiani e dal figlio Lorenzo Magnelli. La degustazione – Rosso rubino trasparente. Naso elegante che propone note floreali e balsamiche abbinate a sentori di scorza d’arancia, piccoli frutti rossi e spezie orientali. In bocca stupisce con la grande freschezza che rende il sorso dinamico. Nobile il tannino che asciuga con delicata potenza prima di lasciare spazio al lunghissimo finale sapido che chiude su note di arancia. 36 mesi in botte grande.

Mastrojanni Brunello di Montalcino 2013
100% Sangiovese Gr. 14%
Era il 1975 quando Gabriele Mastrojanni iniziò a scrivere la storia di questa cantina con vini che collezionarono nel tempo premi in tutto il mondo. La cultura vitivinicola a Montalcino era scarsa e quei terreni su colline tra i 180 e i 440 metri apparivano poveri; ma la terra si mostrò generosa nella qualità e con l’arrivo di Andrea Machetti l’azienda ha costruito una credibilità internazionale. La degustazione – Granato con buona trasparenza. Naso elegante e sussurrato che propone delicate note floreali seguite da spezie dolci, frutti di bosco, richiami balsamici e scatola di sigari. Sorso ancora impetuoso a causa della freschezza indomita e del tannino esuberante che gli garantiranno un grande futuro. 36 mesi in botte grande

Sesti Brunello di Montalcino 2013
100% Sangiovese – Gr. 14%
Avevamo conosciuto Sesti l’anno scorso, rimanendo colpiti dalla convinzione del produttore che gli astri influenzino fortemente i loro vini tanto da spingerlo a lavorarli in armonia con il cosmo. Così assaggiare un vino cresciuto nell’anno dell’eclissi diventa un divertente gioco d’immaginazione, mentre nel bicchiere si può apprezzare la disomogeneità delle varie annate seppur coerenti nello stile. Al Castello di Argiano, che ci ripromettiamo di visitare, si dicono “nature friendly” in quanto si vinifica e travasa seguendo le lune. La degustazione – Rosso granato trasparente. Naso elegante che all’eucalipto affianca ricordi floreali, scatola di sigari e spezie dolci su sottofondo di arancia e piccoli frutti rossi. In bocca è piacevolmente fresco e sapido. Il tannino è ancora scalpitante ma di assoluta qualità. Lunghissimo e coerente il finale. 36 mesi in botte grande.

Donatella Cinelli Colombini Brunello di Montalcino Prime Donne 2013
100% Sangiovese – Gr. 13,5%
Un’azienda che non è solo rossa come il vino che produce, ma anche “rosa” dato che dalla produttrice in giù la storia l’hanno fatta le donne. Tra il Casato Prime Donne di Montalcino e la Fattoria del Colle di Trequanda si produce un Brunello speciale, in quanto viene selezionato da un panel di 4 super assaggiatrici (donne, ovviamente) che lo scelgono e decidono dove e quanto maturarlo in botte. La degustazione – Granato trasparente. Sbuffi balsamici si uniscono a ricordi di piccoli frutti rossi, sottobosco, pepe e tabacco. Sorso leggiadro dotato di grande sapidità e piacevole freschezza. Il tannino di assoluta qualità apre la via ad un finale lunghissimo che chiude su toni balsamici. 36 mesi in botte grande.

Pian delle Vigne Brunello di Montalcino Vignaferrovia Riserva 2012
100% Sangiovese – Gr. 14%
Il nome del vino che abbiamo selezionato non nasconde grandi misteri, ma semplicemente riecheggia l’abitudine contadina di nominare gli appezzamenti sottolineandone una caratteristica saliente, in questo caso la presenza di una stazione ferroviaria ancora in uso. Molta più storia c’è dietro ai produttori, dato che si tratta dei Marchesi Antinori, che nel luglio del 1995 acquisirono questi terreni a 6 Km a sud di Montalcino. Con 184 ettari, di cui 65 a vigneto, e una squadra di professionisti di alto livello si possono fare grandi cose. La degustazione – Rosso granato trasparente. L’arancia diventa protagonista al naso seguita da richiami balsamici e ricordi di liquirizia e piccoli frutti di rovo. Equilibrio ed eleganza caratterizzano il sorso sorretto da un’importante spalla fresco-sapida e dal tannino nobile. Molto persistente il finale. 36 mesi in botte grande.

Podere Brizio Brunello di Montalcino Riserva 2012
100% Sangiovese – Gr. 14,5%
Azienda posizionata tra le prime 10 dell’area per importanza è Podere Brizio, Quel che si cerca di valorizzare è il particolarmente ricco terreno rosso tipico del versante (sud ovest), seguendo i dettami di una produzione sostenibile dal 2013. Dopo la raccolta manuale con selezione dei grappoli migliori, si vinifica in vasche di acciaio con lieviti indigeni; il vino poi matura in botti di rovere francese da 54 ettolitri non tostate per almeno 48 mesi. La barrique è stata totalmente abbandonata, come per la Riserva che abbiamo scelto, che viene da vigne esposte al mare a oltre 400 metri di altezza. La degustazione – Rosso rubino tendente al granato. Naso mediterraneo che offre ricordi di resina, mirto ed erbe aromatiche. Poi frutta rossa matura, scorza d’arancia, eucalipto e spezie dolci. In bocca è quasi salato, caldo e fresco. In tannino è vivo e di qualità. Lunga la persistenza. 60 mesi in botte grande.

Poggio di Sotto Brunello di Montalcino Riserva 2012
100% Sangiovese – Gr. 14,5%
La Fattoria Poggio di Sotto si estende su 44 ettari, di cui 16 impiantati a vigneto. Sorge su una collina protetta dal Monte Amiata da un lato e aperta alle brezze marine dall’altro. La ricetta dice tini di legno troncoconici da 70 quintali (e alcuni tini di acciaio) per la fermentazione spontanea, lunghe macerazioni e frequenti rimontaggi per poi lasciar riposare il vino dopo la malolattica in botti di rovere di Slavonia da 30 ettolitri: per due anni il Rosso di Montalcino, quattro il Brunello di Montalcino e cinque anni per il Brunello di Montalcino Riserva. A noi ha colpito particolarmente quest’ultimo, generalmente prodotto selezionando in ciascuna annata la botte migliore di tutta la cantina. La degustazione – Rosso rubino tendente al granato trasparente. Apre con piacevoli note di potpourri seguite da piccoli frutti rossi e note di agrumi. In seconda battuta arrivano le spezie dolci e la scatola di sigari. Sorso decisamente fresco che trova equilibrio grazie al tannino nobile. Molto lungo il finale sapido e agrumato. 60 mesi in botte grande.

Corte dei Venti Brunello di Montalcino Riserva 2012
100% Sangiovese – Gr. 14,5%
Tre famiglie storiche della zona che si uniscono con fratelli, zii e cugini che si ritrovano tutti nella stessa “Corte”. Le vigne sono state divise in modo equo tra tutti, tanto da segnarne il punto di confine non con recinzioni ma con la semplice colorazione, di verde e di rosso, dei due pali di sostegno contigui. Una realtà che sorge su terreni collinari ricchi di argilla calcarea, ferro e lasciti vulcanici, alle pendici della collina di Sant’Angelo ad un altezza tra i 200 e 400 metri e con un esposizione verso Sud. La degustazione – Rosso granato trasparente. Naso che apre con richiami balsamici seguiti da sottobosco, humus, tabacco, mora e chiodo di garofano. Sorso equilibrato dotato di grande freschezza e tannino perfettamente integrato. Piacevole il finale saporito e agrumato. 60 mesi in botte grande.

Cupano Brunello di Montalcino Riserva 2005
100% Sangiovese – Gr. 14,5%
Anche Cupano l’avevamo conosciuto l’anno scorso, raccontando la storia del francese Lionel Cousin che ha lasciato il mondo del cinema per dedicarsi al vino, certamente con altrettanto successo. Un podere di 34 ettari, 7 di filari impiantati a partire dal ’98 e coltivati secondo metodologie biologiche e biodinamiche. Qui si usa la barrique (legno francese di media tostatura), seguendo il mito della Borgogna, con lieviti autoctoni e malolattica sulle fecce fini. La degustazione – Rosso granato con buona trasparenza. Ingresso balsamico cui seguono ricordi di legno di sandalo, incenso, spezie orientali e frutti di bosco in confettura. Bocca dotata di grande equilibrio in cui tutte le componenti morbide e dure donano armonia. Da manuale il tannino e il lunghissimo finale balsamico. 60 mesi in botte grande.

La Gerla Brunello di Montalcino Riserva degli Angeli 2012
100% Sangiovese – Gr.14,5%
Anche qui si trovano le tracce di Biondi Santi, che possedeva questi 12 ettari di terreno fino alla seconda metà degli anni ’70. Qui sorge la “Vigna degli angeli”, che viene utilizzata per fare la riserva che ci è rimasta impressa nella memoria. La storia parte con il pubblicitario Sergio Rossi, scomparso nel 2011, che grazie ad una grande passione è riuscito a creare un’azienda innovativa e di successo, arrivata ad esportare in oltre 18 paesi nel mondo. La degustazione – Rosso granato tendente all’aranciato. La noce moscata si unisce a richiami di gelatina ai frutti di bosco e tabacco. In bocca è morbido, caldo ed equilibrato. Di ottima fattura il tannino che prepara la bocca al lungo finale sapido. 4 anni in botti di rovere di Slavonia da 50 Hl.